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ALTERNATIVA LIBERTARIA/FDCA
SEZ. FRANCO SALOMONE SAVONA - VAL BORMIDA - CEBANO

NO ALLA CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO DI CEVA

Il pronto soccorso di Ceva è stato "temporaneamente" chiuso il 19 marzo con un provvedimento della Regione Piemonte.

Questa decisione, che ha destinato ad analoga sorte anche i pronto soccorso di Giaveno, Venaria, Lanzo, Nizza Monferrato, Borgosesia e Bra (ma quello di Borgosesia è stato infine salvato), è stata presa per permettere il trasferimento del personale medico di Ceva a strutture più grandi impegnate nella lotta contro il coronavirus e lascia di fatto un territorio molto vasto privo di assistenza sanitaria d'urgenza.

Basti pensare che da Ceva a Upega, l'ultimo paese della valle Tanaro, ci sono 60 km di strada statale e che di km ce ne sono 53 tra Ceva e Savona, mentre il pronto soccorso di Mondovì dista dal capoluogo cebano 22 km. Le valli che prima facevano riferimento al pronto soccorso di Ceva - come ad esempio Mongia e Casotto -, così come la Langa Cebana, già penalizzate dalla distanza e da un'infrastruttura stradale di montagna, ora gravano proprio sul pronto soccorso di Mondovì, distante e già appesantito da un'enorme mole di lavoro. Sono circa 6000 gli abitanti di Ceva ed altre migliaia quelli delle vallate, con paesi importanti e popolosi come Garessio, Ormea, Cengio e Millesimo. Elevato è il numero della popolazione anziana.

Questa è una ricaduta evidente dei tagli alla sanità (37 miliardi) decisi nei decenni da tutti i governi che si sono succeduti alla guida del Paese e della gestione aziendale della sanità da parte delle Regioni, nel nostro caso il Piemonte ma anche la Liguria; infatti va rilevato che il territorio da molti anni sconta anche la chiusura dell'ospedale di Cairo Montenotte, prezioso punto di riferimento sanitario della Val Bormida tra Ceva e Savona.

E pensare che alle elezioni amministrative dello scorso anno, il mantenimento e lo sviluppo dell'ospedale e del pronto soccorso di Ceva erano in bella vista tra i punti dei programmi delle due liste in lizza. Oggi il sindaco Vincenzo Bezzone non fa una piega di fronte al provvedimento di chiusura, chiamando i cittadini al senso di responsabilità di fronte all'emergenza coronavirus, mentre l'opposizione, dopo aver "tuonato" per bocca del consigliere Fabio Mottinelli contro la decisione della Regione Piemonte, ha "chinato la testa" - l'espressione è sua - di fronte alle esigenze superiori. Quindi di fronte al diritto negato alla salute dei cittadini, maggioranza e opposizione sono indistinguibili.

Un ben strano concetto di sanità pubblica è quello della trasmigrazione dei medici da un ospedale all'altro a seconda delle necessità. Un concetto evidentemente condiviso da tutta la politica istituzionale.

In sostanza si dà per scontato che di questi tempi ci si possa ammalare e morire solo a causa del coronavirus, le altre patologie sono magicamente scomparse.

Alternativa Libertaria/FdCA - Sezione "F. Salomone" Savona - Val Bormida - Cebano è nettamente contraria alla chiusura, ancorché temporanea, del pronto soccorso di Ceva. Di fronte all'emergenza coronavirus non si possono trasferire i medici da un ospedale all'altro ma devono essere assunte a tempo indeterminato tutte le professionalità occorrenti ed anche implementati i posti letto necessari anche di terapia intensiva.

RIAPRIRE IMMEDIATAMENTE IL PRONTO SOCCORSO DI CEVA. IL PRONTO SOCCORSO DI CEVA DEVE REALMENTE ESSERE POTENZIATO, ALTRO CHE CHIUSO!

Ceva, 25 marzo 2020

ALTERNATIVA LIBERTARIA/FDCA
Sezione "Franco Salomone"
Savona - Val Bormida - Cebano