Alternativa Libertaria/Federazione dei Comunisti Anarchici Sezione Livorno-Lucca








 

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È la legge che crea il crimine

Giustizia sociale e legalità un binomio divergente


Con l'arresto di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, si chiude il cerchio della criminalizzazione dei migranti.

resiQuesto percorso inizia negli anni 90 del secolo scorso con la legge Martelli -L.39/90- con la quale si prova a regolamentare il flusso crescente degli immigrati collegandoli alle necessità economiche del paese.

Un fenomeno sociale alimentato dalle politiche colonialiste, neo colonialiste e imperialiste dell'occidente capitalistico che depredando interi continenti ha creato le premesse di una miseria crescente e le conseguenti ondate di migrazioni alla ricerca della sopravvivenza.

Un fenomeno che nella normativa che si è sviluppata in questi trenta anni è stato caratterizzato dalla trasformazione dell'immigrazione da questione e problema sociale a fattore essenzialmente economico.

Dalla Turco-Napolitano, alla Bossi-Fini, a Minniti ed oggi all'approccio da sceriffo di frontiera del ministro degli interni vi è stato un crescendo di norme repressive che anziché adoperarsi per determinare flussi di immigrazione regolare, hanno spinto verso soluzioni che costringono alla clandestinità i migranti e a criminalizzare il soccorso e l'accoglienza.

Un disegno, non sappiamo quanto premeditato, che risulta funzionale sia alla creazione del nemico in casa, sia alla formazione di un bacino di manodopera a bassissimo costo necessario per disarticolare il mercato del lavoro, abbattere diritti e scaricare la crisi del capitalismo sul costo del lavoro.

Chi prova a contrastare questa deriva è stato oggetto in questi anni e con crescente arroganza in questi mesi di campagne denigratorie e di vere e proprie persecuzioni giudiziarie.

La dimostrazione sul campo non solo della possibile convivenza con i migranti, ma anche della possibilità di essere inseriti in un contesto socio-economico virtuale con diritti e doveri riconosciuti evidentemente dispiace a che deve gridare contro la presunta invasione.

A Riace si stava sviluppando un esperimento in cui l'identità di un territorio, di una popolazione si definiva in termini di inclusione, nel riconoscimento di essere soggetti, persone, con uguali diritti, uguali doveri e uguali opportunità sociali.

Compagni di vita, di lavoro, amanti del proprio paese , artefici di una economia che stava ridando luce ad un territorio condannato alla desertificazione.

Questo esperimento, che sicuramente ha le proprie contraddizioni, è stato spezzato.

Noi siamo con Riace.

 

Alternativa Libertaria/FdCA Livorno-Lucca

ottobre 2018