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Contro la volontà del padronato e del governo di scaricare i costi della crisi sui lavoratori e sulle fasce sociali più deboli e indifese


la CGIL proclama lo sciopero generale nazionale

di 8 ore per il 6 settembre 2011


Questo sciopero generale è l’occasione per manifestare con intransigenza, bloccando il paese, la volontà di non pagare la crisi , respingere l’iniqua manovra economica del governo, sconfiggere il tentativo di cancellare il contratto collettivo nazionale di lavoro.

E’ un fatto molto positivo che il gruppo dirigente della CGIL risponda con l’indizione di uno sciopero generale nazionale a breve termine a un attacco pesantissimo alle condizioni del lavoro e dei diritti per salvaguardare i privilegi, le grandi ricchezze e gli interessi che rappresentano la base di consenso del Governo, ma non ci sfuggono e ci allarmano i comportamenti ondivaghi di questo gruppo dirigente, conseguenza delle ancora ben piantate tradizioni concertative e dei legami ancora ben stretti con i partiti politici parlamentari.

L’accordo tra le parti sociali siglato il 28 di giugno us , cosi come la proposta comune del 4 agosto presentata al Governo avevano in parte bloccato e condizionato negativamente quella opposizione politica e sociale che a partire dalle manifestazioni del 16 ottobre e del 27 novembre dello scorso anno, fino allo sciopero generale del 6 maggio si stava aggregando nel paese, proprio intorno FIOM ed alla CGIL tutta, creando così le premesse dell’attacco alle condizioni economiche e sociali che l’esecutivo si appresta a varare, con l’ennesima decretazione , nei confronti dei lavoratori e delle nuove generazioni .

Per questi motivi lo sciopero generale deve divenire un primo elemento di chiarezza da cui ripartire, con un’opposizione sociale che per essere vincente non potrà che essere di classe. C’è la necessità urgente di rompere con ogni compatibilità e con ogni deriva neocorporativa dichiarando definitivamente superata la concertazione, ponendo la difesa degli interessi dei lavoratori e delle fasce più deboli, in un vasto programma unitario per riunire l’opposizione sociale.

La CGIL ha lanciato un grande segnale di determinazione e di speranza che deve essere raccolto e moltiplicato per la difesa del lavoro, per l’estensione dei diritti e per l’unità dell’opposizione sociale.

Lo sciopero generale dovrà essere grandemente sostenuto al fine di bloccare l’iniqua manovra economica del governo, ma è anche necessario intraprendere una riflessione che coinvolga tutti i militanti sindacali di opposizione attivi all’interno della CGIL : che siano abbandonate le schermaglie tra gruppi dirigenti che troppo hanno pesato e pesano sull’unità del movimento e si uniscano invece le forze, coinvolgendo i lavoratori su di un comune programma di classe capace di sostenere lo sforzo di opposizione intrapreso dalla CGIL che, altrimenti, rischia di ridimensionarsi. Di questo c’è bisogno, e in questo i compagni comunisti anarchici e libertari si impegneranno a fondo all’interno della CGIL.

Difesa Sindacale