Alternativa Libertaria / Federazione dei Comunisti Anarchici

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settanta anni dall’ottobre rosso

| Riportiamo alcuni stralci di un intervento, del 1921, di Luigi Fabbri, militante anarchico. La difesa dell'avvenimento " il più grandioso dei nostri tempi" é accalorato e sincero, ma la consapevolezza della degenerazione non esime Fabbri da critiche. L'ostinata ricerca, attraverso lo studio e la militanza, delle libertà economiche e sociali per i1 proletariato mondiale e la presenza nel processo rivoluzionario in corso, di istituti libertari come i Soviet, fa si che diventi un dovere rivoluzionario la polemica e la critica contro la burocratizzazione di questi istituti.

Così come contro la dittatura del partito bolscevico, convinto ancora delle possibilità di un corso della rivoluzione in senso comunista e libertario. Gli avvenimenti successivi, proprio a partire dal '21 (Kronstadt, X° Congresso del Partito Bolscevico) spengeranno tali illussioni e la riflessione degli anarchici sugli avvenimenti russi sari profonda e anche di autocritica. Resta la valenza politica e la capacità intellettuale di aver compreso, fin dai primi momenti rivoluzionari, che solo attraverso 1'espropriazione dei mezzi di produzione da parte degli espropriati e della distruzione della macchina governativa, e non la sua occupazione da parte di un partito, la rivoluzione può incamminarsi verso il comunismo e verso l'affrancamento delle classi subalterne, senza i1 rischio di ricreare una nuova classe dirigente.

1917- 1987 a settanta anni dall’ottobre rosso

"...Lo studio della rivoluzione russa,la luce gettata sugli errori di coloro che la governano, la critica al sistema bolscevico che colà ha trionfato, da un lato è per noi un dovere di solidarieta politica coi nostri compagni russi,che per avere le nostre idee, per sostenere il nostro punto di vista -che noi crediamo piu rispondente agli interessi della rivoluzione e del proletariato- in Russia vengono da quel governo privati d'ogni liberta, perseguitati, imprigionati, esiliatl e taluni nandati alla morte. Dall'altro lato é un dovere mettere in luce l'errore bolscevico, perché se una crisi consimile si determinasse nei paesi occidentali, il proletariato si guardi bene dal mettersi per una via, dal sottomettersi ad un indirizzo che noi sappiamo ormai per esperienza diretta significare il naufragio della rivoluzione....La Rivoluzione russa è il fatto storico piu grandioso dei nostri tempi. Affrettata e facilitata da una enorme causa,1a guerra mondiale, ha superato questa in grandezza ed importanza. Se essa fosse riuscita, se riuscisse, se riuscira -come noi malgrado tutto vogliamo sempre augurarci-a spezzare le catene del salariato che avvincono la classe operaia, se alle conquiste delle rivoluzioni precedenti aggiungera quella dell'eguaglianza economica e sociale, de1la liberta per tutti non solo di diritto ma di fatto, vale a dire con la possibilita materiale per tutti di fruirne, la Rivoluzione russa superera in importanza storica la stessa rivoluzione francese del 1789-93. Se la guerra mondiale non sara riuscita a stroncare netta ogni speranza di resurezione per gli oppressi nel mondo, se a causa sua gli uomini non saranno respinti per secoli, e non oltre un certo limite a ritroso verso 1'animalità ancestrale, ciò si dovrà incontestabilmente alla rivoluzione russa.....

..E' la rivoluzione russa che ha risollevato i valori morali e ideali della umanita, che verso una umanita più alta ha spinto tutte le nostre speranze e insieme lo spirito collettivo di tutti i popoli....quando i bolscevichi dal marzo al novembre, prima di andare al potere...apparvero come i piu energici nemici dei vecchi oppressori, della politica di guerra, d'ogni transazione con la borghesia; e combattevano il radicalismo democritico abbarbicato al capitalismo, e con questo i social-patriotti, i riformisti, i socialisti rivoluzionari di destra, i menscevichi; o cooperavano dopo un po' d'esitazione a buttare all'aria l‘equivoco della Costituente,gli anarchici senza stupide invidiose rivalita erano al loro f ianco. A1 loro fianco erano idealmente, spiritua1mente, fuori dalla Russia,e più praticamente sul terreno della propaganda e della politica contro la calunnia e la diffamazione borghese. Piu praticamente ancora lo furono contra i governi borghesi, quando si trattò di impedire sul terreno del1'azione diretta nei limiti del possibile il blocco infame contro la Russia e gli approvvigionamenti di guerra ai suoi nemici. 0gni volta che l'interesse della rivoluzione e del popolo russo appariva in giuoco, gli anarchici non si sono tirati indietro....oggi gli anarchici russi sono all'opposizione e combattono la politica ed il governo bolscevico, non fanno che proseguire -minoranza eroica- la lotta per la rivoluzione incominciata in marzo 1917. 11 governo russo attuale non solo non è la Rivoluzione Russa, ma n'é divenuto la negazione....Combattere,sul terreno polemico e con argomenti rivoluzionari,che non hanno nulla a che fare con gli argomenti dei nemici della rivoluzione, il governo russo, non solo dunque non significa avversare la rivoluzione, ma difenderla, ma metterla in migliore 1uce, ma liberarla dalle macchie che il grosso del pubblico vi vede, che sono macchie non sue ma del partito di governo, della sua nuova casta dominante che parassitariamente si va formando sul suo tronco a danno della grande maggioranza del proletariato....La grandezza (della rivoluzione) non consiste negli ordinamenti di governo, ma nel cambiamento profondo effettuatosi nella vita materiale e morale della popo1azione. Questo cambiamento é innegabile. Lo czarismo é morto in Russia, e con esso é morta tutta una serie di mostruosità senza fine. La vecchia classe dominante, nobi1iare e borghese é distrutta, e con essa sono state distrutte dalle fondamenta tante cose, e soprattutto tanti pregiudizi che si credevano incrollabili. Se la Russia avrà la disgrazia, come pare, di veder formarsi in lei una nuova classe dirigente, 1'abbattimento delle antiche così radicate fa sperare che il dominio della nuova potrà non difficilmente essere abbattuto a sua vo1ta. L'idea inizialmente libertaria dei "Soviet", benché guastata dai bolscevichi e resa una ruota burocratica della dittatura, non invano conquistò l'anima russa; in essa è in germe la nuova rivo1uzione, che sola può attuare i1 vero comunismo, il comunismo con la 1ibertà....Se questa é la verita, quando noi critichiamo -non le persone non i singoli, dei quali più volte abbiamo anzi preso le difese contro i loro calunniatori della stampa venduta al capita1ismo, - quando noi,guidati dalla preoccupazione costante di non cadere con questa critica in errori ed esagerazioni, attacchiamo il partito dominante in Russia e i suoi partigiani desiderosi di imitarlo in Italia, perché vediamo i suoi metodi essere nefasti alla rivoluzione, e tradursi in vera e propria controrivoluzione, come si può dire che "ci mettiamo contro la Rivoluzione russa"? I1 proletariato che ci conosce e ci ascolta sa che si tratta d'una affermazione cattiva e ridicola, come sono cattivi e ridicoli i pennivendoli della borghesia, quando vogliono far passare come offese ed accuse a tutto il popolo italiano le critiche giustamente aspre, con cui condordiamo anche noi, che i rivoluzionari stranieri rivolgono al governo ed alla classe dominante d'Italia."


tratto da “COMUNISMO LIBERTARIO” n.5 novembre-dicembre 1987